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Ultimo aggiornamento: 03/01/11
www.bouledogue.it - I Bouledogue Francesi del Bull'o - La scelta del cucciolo
LA SCELTA DEL CUCCIOLO
Il Bouledogue Francese, come tutti gli altri cani o animali da compagnia che siano, è un essere vivente, che richiede amore e attenzioni, non è una cosa "usa e getta", nè un giocattolo da regalare a Natale e dimenticare il giorno dopo, o quando viene l'estate, e nemmeno un peluche da far strapazzare a piacimento dai bambini. E' invece un compagno e un amico fedele, con cui dividere un lungo periodo della propia vita. Fermi restando questi punti, se siete interessati all'acquisto di un cucciolo di Bouledogue, andiamo ad esaminare i posti dove poter andare a prendere il nostro futuro compagno. In primo luogo occorre aver ben chiaro in mente quello che ci si aspetta dal propio cucciolo. Se siamo intenzionati ad avere un cane molto bello e tipico, desiderosi di portarlo alle esposizioni nazionali od internazionali e conseguire ottimi risultati, allora la scelta deve essere molto oculata. Occorre rivolgersi ad un allevamento i cui soggetti hanno conseguito importanti riconoscimenti, frequentare in prima persona le esposizioni, conoscere le linee di sangue più prestigiose ed avere molta pazienza. Solitamente però, chi desidera un cane dal pedigree "prestigioso", non ha bisogno di particolari consigli, al contrario sa il fatto suo ed ha una certa esperienza. La maggior parte delle persone invece, vuole semplicemente avere un Bouledogue sufficientemente tipico, sano e semplicemente come cane da compagnia, o da portare a qualche expo più per passare una giornata diversa che per vera competizione. Spesso non si è nemmeno interessati al pedigree e questo, a mio avviso, è comunque un grosso errore, e cercherò quì di seguito di spiegarne i motivi. Ma andiamo ad elencare i possibili posti di acquisto:
1) IL NEGOZIO DI ANIMALI
Il negozio si può raggiungere facilmente, spesso è nella città in cui si abita e si trovano addirittura i cuccioli esposti in vetrina, "pronta consegna". Questi sono gli unici argomenti sui quali può contare, e spesso sono sufficienti affinchè chi è all'oscuro del traffico che c'è dietro, cada nell'incauto acquisto. Infatti le argomentazioni a sfavore di un simile commercio sono moltissime, rapidamente andiamo ad analizzarle. I negozianti che espongono i cuccioli in vetrina li sottopongono ad uno stress non indifferente, visto che quasi sempre non hanno nemmeno compiuto i due mesi di età, ma sopratutto ad un notevole rischio sanitario, perchè in quella stessa vetrina sono passati molti altri cuccioli: se uno solo di essi era portatore di un virus, rischia di far ammalare tutti gli altri. I virus sono resistenti a quasi tutti i comuni disinfettanti, ed alcuni, come il parvovirus, resistono nell'ambiente che è stato contaminato per sei mesi o più. Questo significa che se un cucciolo sano, viene messo a contatto nell'ambiente in cui un cane malato ha vissuto mesi e mesi addietro, il cucciolo sano ha molte probabilità di ammalarsi a sua volta. Il negoziante non è quasi mai esperto cinofilo, e nella maggioranza dei casi ne sa quanto voi, o poco più. Nessun negoziante produce i cuccioli che vende, ma li compra a sua volta: dal momento che non è un esperto, non può essere certo di aver acquistato soggetti tipici secondo lo standard della razza, e non è raro il caso in cui, una volta adulti, i cani acquistati in negozio siano più simili a meticci piuttosto che ai soggetti di una determinata razza, per la quale si è pagata una discreta somma di denaro. Sopratutto però, spesso si acquistano cani malati, imbottiti di cortisone e antibiotici, in modo che risultino almeno apparentemente in buona salute e poi, pochi giorni dopo l'acquisto, mostrino i sintomi di patologie spesso incurabili. Per offrire cuccioli di tutte le razze, sempre disponibili in pochi giorni, il negoziante non può rivolgersi ad un’allevamento italiano, nè un allevatore degno di rispetto cederebbe mai i propri cani ad un negoziante. Gli allevatori riconosciuti, ma anche quelli amatoriali od i semplici privati che amano i propri cani e di conseguenza i loro cuccioli, non producono cani in serie e tengono al loro benessere. Al negoziante non resta quindi che acquistare i cuccioli dagli importatori. Questi ultimi si riforniscono a loro volta da "allevamenti" (alcuni li definiscono "puppy mills") che
producono cuccioli di continuo. Quasi sempre questi cuccioli sono risultato di uno terribile sfruttamento di cani, che vivono in piccole gabbie, senza mai uscire, e le femmine sono fatte accoppiare ad ogni calore (spesso i cuccioli vengono loro subito sottratti, al fine di accorciare il tempo necessario tra un calore e l'altro).
Quando i cani sono vecchi, o le femmine non in età di partorire cuccioli, allora vengono soppressi, semplicemente. Ma le atrocità non finiscono quì.
I cuccioli, nati e tenuti in condizioni igieniche assolutamente precarie, vengono allontanati dalla madre a 30 giorni o meno. Spesso senza alcuna vaccinazione o altra protezione ignienico-sanitaria, vengono letteralmente impacchettati e caricati su treni o camions che percorrono migliaia di chilometri (e i cuccioli non mangiano nè bevono durante il viaggio), e da qui scaricati al grossista che, a sua volta li consegna al negozio. Quelli che arrivano vivi (il 40%, circa) vengono esposti in vetrina, e fanno innamorare lo sprovveduto cliente: purtroppo, un altro 25% si ammala o muore entro pochi giorni. Nonostante una così alta percentuale di decessi, la compravendita tra "allevatore", importatore e negoziante resta comunque proficua, in quanto "l'allevatore" sebbene percepisca poche decine di euro per ogni cucciolo, può contare su una grande quantità di cuccioli venduti, l'importatore può a sua volta guadagnare una buona somma dal negoziante e quest'ultimo infine dall'acquirente finale. Un ultimo appunto però è doveroso: sebbene in alcuni casi i negozianti siano perfettamente a conoscenza di questo traffico poco edificante, ne esistono altri che sono completamente all'oscuro di tutto questo, magari perchè si rivolgono ad una ditta import-export italiana, di cui si fidano. Allo stesso modo occorre sottolineare che, sebbene quasi tutte queste "puppy mills" siano ubicate nei paesi dell'est, questo non significa che in questi paesi manchi la cultura cinofila o che non siano presenti buoni allevamenti. Esistono appassionati cinofili, onesti e competenti, esattamente come ve ne sono quì in Italia, ma queste persone non producono cuccioli come in una catena di montaggio e non affidano i loro cuccioli ad esportatori che li rivendono poi ai negozianti. Questi cuccioli poi, solitamente non hanno il pedigree, oppure ne hanno uno fasullo, infatti vi sono importatori che forniscono pedigree di associazioni non riconosciute dalla FCI (Federazione Cinologica Internazionale), e quindi con il valore di carta straccia. Per un cucciolo di una determinata razza il pedigree è importante, perchè è una sorta di carta di identità con la quale si conosce l'allevatore, i genitori, i nonni e così via, è insomma una basilare garanzia di avere acquistato un cane figlio di genitori di razza pura.
B) LA DITTA IMPORT-EXPORT
Si tratta di importatori che vendono direttamente i cuccioli, magari attraverso siti internet. Il discorso è il medesimo rispetto ai negozi, che semplicemente vengono saltati. L'importatore ha sede in Italia, ovviamente, e con ogni probabilità potrà mostrarvi qualche cane adulto della razza prescelta, ma il cucciolo non nascerà in Italia e non avrà il pedigree italiano, sarà invece importato nei modi descritti pocanzi. A questo proposito segnalo il sito di un ragazzo che si dedica anima e corpo alla lotta contro le "puppy mills" e le fiere del cucciolo: randagismo.info
C) IL PRIVATO o L’ALLEVAMENTO AMATORIALE
Il privato che ha una cucciolata da vendere solitamente è innamorato dei propri cani, e alleva i cuccioli con grande amore. Attenzione solo al fatto che abbia provveduto a completare l'iscrizione al LOI, per ottenere il pedigree e che non voglia disfarsi dei cuccioli troppo presto. Crescere una cucciolata è estremamente impegnativo, ma è importantissimo che i cuccioli stiano con la mamma per i primi 70 giorni. Per l'allevamento amatoriale valgono le medesime considerazioni, con l'unica aggiunta che spesso può essere una persona veramente appassionata e competente, il cui allevamento non è ancora riconosciuto dall'ENCI, ma che possiede soggetti molto belli. In entrambi i casi queste persone non hanno cuccioli sempre disponibili, le fattrici sono poche, mai più di tre o quattro ed in generale i cani sono tenuti con amore. Il principale consiglio resta quello di conoscere le persone, andare a vedere la cucciolata prima dei 70 giorni e accertarsi di persona delle condizioni in cui vengono tenuti i cani, l'igiene e la pulizia. Lo stesso allevatore difficilmente vorrà cedervi un cane alla prima visita. Al contrario vorrà prima conoscervi bene e sapere come e dove andrà a vivere il cucciolo.
D) L’ALLEVAMENTO RICONOSCIUTO
L’allevamento riconosciuto dell’ENCI è quello con affisso, ovvero quello che può dare "il cognome" al cane.
Purtroppo l’ENCI richiede precise garanzie prima di riconoscere un allevamento, ma in seguito smette completamente di controllarne i prodotti: così alcuni "canari" si sono inizialmente impegnati per ottenere i risultati richiesti, ma poi si sono allegramente lanciati ad allevare "in serie" altri cuccioli senza più badare a selezione, bellezza e carattere. Solitamente la differenza tra un allevamento riconosciuto serio ed uno che sarebbe meglio lasciare perdere è una: il primo alleva una, due, al massimo tre razze, mentre il secondo vi propone una decina di razze diverse, o anche più.